
(di Alfredo Arciero) Il sipario si chiude. Dietro le tende ancora qualcosa continuerà a muoversi: ricordi sparsi come fogli di copione, insegnamenti profondi e qualche canzone di Vasco. Giovanni Compagnone, insegnante di teatro, è deceduto nelle ultime ore, lasciando un vero e proprio vuoto culturale nella zona di San Nicola La Strada e di tutta l’area del casertano. La sua bacheca social, una vera e propria rassegna di eventi, lascia ora il posto a ricordi commossi di chi lo ricorda come “Il Maestro”.
Giovanni Compagnone attraversa il sipario, rompendo la quarta parete. E’ per questo che la sua persona si fonde con i suoi allievi, senza maschera alcuna. Una ragazza scrive: “Non dimenticherò mai il percorso che feci con te al teatro Capua, ricordo ancora quando mi scrivesti un biglietto dicendomi (vorrei regalarti tanti sorrisi per la tristezza che hai)!” . Non sono affatto poche le voci che si uniscono nel dolore della scomparsa. C’è chi lo designa “pilastro di resilienza” – basti pensare al ricordo del Regista Fausto Bellone che racconta di un episodio in scena: Giuseppe Compagnone aveva problemi alla vista, un attimo prima di entrare sul palco, ma andò comunque in scena, non facendo accorgere nessuno della sua condizione. In quel momento, venne sormontato da decine di applausi.
L’area dell’ alto casertano ha sempre avuto una fervida vocazione nei confronti del teatro, visto come uno spirito di sopravvivenza, d’intensità, di sensibilità. E’ proprio quest’ultima ad aver puntato il riflettore di scena sul Maestro Compagnone, che non ha risparmiato nulla, né copioni né vissuto. Sul palco di Giuseppe, spettacoli come “Cravattari“, “Non vi è accordo senza disaccordo” e tante altre scene. Un progetto annunciato, a fine agosto, è quello di una scuola di recitazione in “Qua…Si teatro”, dove Giuseppe avrebbe avuto il ruolo di docente.
Giovanni Compagnone è uscito di scena, ma ritornerà quando i suoi irriducibili allievi si daranno al pubblico seguendo i suoi insegnamenti. In qualche modo egli sarà il deus ex machina che, da non sempre visibile, risolverà qualsiasi intreccio. L’ultimo applauso è iniziato alle sue esequie e sta continuando anche oggi, giorno del suo compleanno, perché nel teatro non si può morire, ma si rinasce sempre.






